Donazioni

Analisi 2022

Nel 2022 le donazioni di denaro raggiungono quota 41,61% del totale degli atti di donazione di beni mobili, le più donate restano le partecipazioni societarie (42%); continuano a scendere su base percentuale (sono il 6,49% nel 2022) le donazioni di azienda. Il numero delle donazioni di beni immobili nel 2022 è 212.992, in leggero calo rispetto al 2021, anno in cui sono state complessivamente 221.642, ma comunque superiore alle 197.519 del 2019.

Gli atti di liberalità sia di beni mobili che di beni immobili vengono rilevati in rapporto alla area territoriale, alla loro tipologia, alle fasce di età e al genere sia del donante che del donatario. Le donazioni rappresentano un’anticipazione sulla futura successione, pertanto sono utilizzate dalle famiglie italiane come strumento per gestire in vita il passaggio generazionale di denaro, aziende, immobili o più genericamente del patrimonio familiare.

I Dati Statistici Notarili oramai dal 2016 analizzano il lavoro dei notai in questo campo ed offrono una visione di medio periodo delle sistemazioni familiari attuate per il tramite delle donazioni, registrando le variazioni in aumento o in diminuzione questa tipologia di atti.
Dopo il “rimbalzo” del 2021 che ha visto aumentare sensibilmente il numero delle donazioni rispetto al 2020, nel 2022 il numero degli atti si è stabilizzato: confrontando le serie storiche il numero di donazioni di beni mobili del 2022 risulta inferiore al 2021 (47.574 contro 50.764 del 2021), ma supera il numero delle donazioni di beni mobili registrate nel 2019 (46.073) l’anno pre-pandemia, anche le donazioni di immobili hanno seguito il medesimo andamento: sono state 212.992 nel 2022, in leggero calo rispetto al 2021, anno in cui sono state complessivamente 221.642, ma comunque superiore alle 197.519 del 2019.

Figura 34.1. Donazioni di beni mobili per area geografica - Tassi per 100.000 abitanti

Con riferimento ai beni mobili va ricordato che per tutte le donazioni che non siano di modico valore è obbligatorio l’utilizzo dell’atto pubblico, pertanto ogni trasferimento di beni mobili a titolo gratuito passa attraverso l’attività del notaio.

Nel 2022 i beni mobili più donati restano le partecipazioni societarie (42,00%) quasi a pari merito con il denaro (41,61 % del totale delle donazioni mobiliari); ancora in calo, come nel 2021, su base percentuale le donazioni di azienda (6,49%), che rimangono al terzo posto tra le tipologie di oggetti donati nel 2022, seguite dal 4,79% di donazioni di nuda proprietà su quote ed azioni (Tab. 32).

L’esigenza, non solo fiscale, di una maggiore trasparenza del trasferimento del denaro fa sì che nel tempo si sia passati dal 31,81% del 2016 di donazioni con questo oggetto all’attuale dato del 41,61 %, mentre le tradizionali donazioni di titoli sono diventate negli anni sempre più marginali passando dal 1,32 del 2016 allo 0,68 del 2022, probabilmente anche a causa del diverso trattamento fiscale delle donazioni di titoli di stato (soggette a tassazione) rispetto al loro trasferimento in sede di successione (completamente esente da imposta) che rende poco conveniente il trasferimento in vita di tali beni. Anche le donazioni di aziende e partecipazioni societarie nel tempo sono percentualmente diminuite soprattutto rispetto al 2019 in cui le donazioni di azienda erano circa il 9 % e quelle di partecipazioni societarie il 46,30%.

Analizzando invece l’andamento infra annuale si rileva come nel secondo semestre 2022, rispetto al I semestre, siano leggermente in calo le donazioni di aziende (-3,87%) mentre è più vistoso il calo di quelle relative ai titoli (-9,47%), in crescita nella seconda parte dell’anno (+ 37,29%) le donazioni di partecipazioni sociali, segno che si preferisce la seconda parte dell’anno per effettuare questo tipo di trasferimenti in corrispondenza con la chiusura dei bilanci, che nella maggior parte dei casi coincide con l’anno solare (31 dicembre).

Le donazioni di partecipazioni societarie e di aziende si riferiscono anche ai trasferimenti effettuati nell’ambito dei patti di famiglia: questa tipologia di atti, pur essendo trattati fiscalmente esattamente come delle donazioni, assicurano maggiore certezza al passaggio generazionale dei beni produttivi in quanto non sono impugnabili dagli eredi legittimari e quindi vengono preferiti quando vengano attribuite ai discendenti a titolo gratuito aziende, quote o azioni.

Le donazioni di beni mobili risultano molto concentrate nel mese di dicembre durante il quale si sono stipulate il 18,29% di tutte le donazioni mobiliari del 2022, mentre il picco al ribasso è rappresentato dal mese di agosto in cui si sono stipulate solo il 2,63% del totale delle donazioni (Tab. 35).

La distribuzione territoriale (Tab. 34) conferma che le donazioni mobiliari si concentrano al Nord ed il Nord Ovest resta la zona d’Italia dove esse sono più numerose: se ne fanno 117 ogni 100.000 abitanti. In proporzione al numero di abitanti le donazioni mobiliari si concentrano in Trentino Alto Adige (184 ogni 100.000 abitanti), in Lombardia (129 su 100.000 abitanti) e in Valle D’Aosta a pari merito con il Piemonte (100 ogni 100.000 abitanti), mentre in termini assoluti il maggior numero di donazioni di beni mobili (il 26,91 % del totale) è concentrato in Lombardia (Tab. 33).

Nessuna novità in relazione alla prevalenza del genere maschile su quello femminile (Tab. 36) nelle donazioni mobiliari (il rapporto di mascolinità generale è 109,90 in leggero calo rispetto al 2021 in cui era del 110,45): i beni mobili vengono donati prevalentemente agli uomini e il divario di genere in relazione ai beni produttivi è confermato rispetto al 2021 per le aziende in cui risulta addirittura in crescita (è 132,15 nel 2022 contro il 129,86 del 2021) ed in leggero calo per le azioni e le quote (117,93 contro il 118,32 del 2021), prevalgono invece le donne nelle donazioni di denaro il cui dato è quasi invariato rispetto alla rilevazione precedente: 97,19 nel 2022, 97,43 nel 2021.

Il genere maschile prevale simmetricamente anche tra i donanti con riferimento ai principali beni mobili: 110,80 (Tab. 38).
L’età in cui si riceve una donazione mobiliare rimane costante rispetto alle rilevazioni degli anni precedenti: i donatari sono compresi prevalentemente nelle fasce tra i 18 ed i 55 anni, per poi andare in diminuzione nei successivi scaglioni (Tab. 37).
È interessante notare come con riferimento ai tassi demografici (Tab. 37T) la fascia d’età con il maggior numero di donazioni di beni mobili ogni 100.000 abitanti sia quella tra i 36 e 45 anni, mentre percentualmente la stessa fascia d’età è quella che ha il valore più basso (22,90%) rispetto alle altre 2 nella Tab. 37.

L’età dei donanti, invece, segue un andamento opposto: si dona soprattutto dai 56 anni in poi ed in maniera progressivamente maggiore in relazione al crescere dell’età (Tab. 39).

Per quanto concerne gli immobili abbiamo già fatto cenno alla stabilizzazione del loro numero in relazione agli anni precedenti (nel 2022 sono state complessivamente 212.992, contro le 221.642 del 2021, ma erano 197.519 nel 2019) ed il secondo semestre del 2022 ha visto un lieve rallentamento in questo tipo di contrattazioni (-0,91%) rispetto ai primi 6 mesi dell’anno (Tab. 40).

Ancora in leggero ma progressivo aumento, rispetto agli anni precedenti le donazioni di abitazioni o fabbricati in genere (capannoni, negozi, ecc.) che costituiscono ormai il 57,11% di tutte le donazioni immobiliari, pressoché stabili rispetto al 2021 le donazioni della nuda proprietà dei fabbricati (16,02% del totale) e quelle dei terreni agricoli (13,81% del totale).
Anche nel 2022 si conferma che le donazioni immobiliari sono più frequenti al sud e nelle isole dove vengono stipulati il 50,17% di questo tipo di atti (Tab. 42), mentre, nel rapporto tra atti e numero degli abitanti (Tab. 41), nel 2022 il Trentino Alto Adige con le sue 1026 donazioni ogni 100.000 abitanti è la regione con il maggior numero di donazioni di immobili rispetto alla sua popolazione residente, seguita dalla Valle d’Aosta (952), dalla Basilicata (819) quasi alla pari con la Calabria (807) (Fig. 41.1). In termini assoluti la regione con la percentuale maggiore di donazioni immobiliari è la Campania (13,38), seguita da Sicilia (10,51%), Puglia (10,23%) e Lombardia (10,09%).

La distribuzione delle donazioni immobiliari nel corso del 2022 (Tab. 43) si discosta dagli anni immediatamente precedenti: se è vero che le donazioni con questo oggetto sono più frequenti nei mesi di luglio (9,06%) e dicembre (11,90%), il totale degli atti nei due semestri premia seppur di poco il primo (50,23%) rispetto al secondo semestre (49,77%) del 2022, indice che, a parte i due mesi citati, le donazioni di beni immobili sono state in termini numerici più costanti nella prima parte dell’anno, rispetto alla seconda (Fig. 43.1).

L’effetto che abbiamo chiamato “rimbalzo” verificatosi nel 2021 in relazione al 2020, pertanto, ha avuto una sorta di prolungamento anche nel 2022 portando ad un maggior numero di donazioni nella prima parte dell’anno rispetto alla seconda parte del 2022, cosa che non si registrava nelle serie storiche dal 2017, ultimo anno in cui risulta un maggior numero di donazioni nel primo semestre rispetto al secondo.
Si tratta comunque di piccole variazioni, il che fa supporre che la decisione di donare un bene, soprattutto se immobile, non è influenzata da circostanze stagionali ed è un atto che le famiglie stipulano a prescindere dai diversi periodi dell’anno.

Il rapporto tra i generi nelle donazioni immobiliari (Tab. 44) è più equilibrato (102,06) se raffrontato a quello nelle donazioni di beni mobili: le donatarie donne prevalgono quando si dona la nuda proprietà o l'usufrutto su un fabbricato, mentre rimangono preferiti i maschi nella donazione di terreni (sia agricoli che edificabili).

Donano maggiormente le donne (Tab. 46) specialmente se si tratta di fabbricati (98,21) o terreni agricoli (96,36), mentre prevalgono gli uomini quando si dona la sola nuda proprietà del terreno (107,64), probabilmente perché l’uomo preferisce mantenere l'usufrutto e quindi il reddito del bene, senza cederlo totalmente.

Le donne confermano la loro maggior propensione ad effettuare questo tipo di atti: esse donano di più (50,80) rispetto a quanto ricevano in donazione (48,97) contrariamente a quanto fanno i maschi (Fig. 46.1).

Le fasce d’età in cui si riceve per donazione (Tab. 45 e Tab. 45T) o la si effettua (Tab. 47 e Tab. 47T) confermano quanto rilevato per i beni mobili e negli anni precedenti: i donatari sono concentrati tra i 18 ed i 55 anni, mentre i donanti hanno prevalentemente dai 56 anni in su.
Unica eccezione è la donazione del solo usufrutto di fabbricato che viene effettuata in una certa misura a persone avanti negli anni: il 13,90% di quanti ricevono questo tipo di donazione sono soggetti tra i 76 e 99 anni (Tab. 45).

La Figura 47.1 evidenzia come l’andamento dell’età dei donanti sia progressivo: si dona sempre di più all’aumentare dell’età; invece l’età di chi riceve una donazione evidenzia una discontinuità: il maggior numero di donatari di beni immobili ha un’età compresa tra i 46 e i 55 anni, indice di come la donazione non è necessariamente collegata alla giovane età di chi la riceve. Potrebbe apparire logico, infatti, che rispetto ad una persona matura un giovane riceva più spesso una donazione poiché, a causa dell’età, non ha raggiunto la piena realizzazione lavorativa ed ha meno risorse a disposizione; i dati analizzati, però, inducono piuttosto a pensare che lo strumento donativo è utilizzato soprattutto per distribuire il patrimonio in vista della successione e quindi quando i desiderata dei figli e quelli dei genitori, sono diventati definitivi, così come le esigenze di vita di entrambi.

Le tabelle 48 e 49 sono dedicate all’analisi per genere ed età di chi richiede l’agevolazione per l’acquisto della prima casa in sede di donazione: prevalgono leggermente le donne quando viene loro donata la piena o la nuda proprietà, più netta la prevalenza femminile con riferimento all’usufrutto: il rapporto di mascolinità in questo caso è 87,83 (Tab. 48).

Con riferimento alle età (Tab. 49) si riscontra una corrispondenza tra i soggetti che in generale sono destinatari di una donazione (da 18 a 55 anni) e quelli che più spesso richiedono l'agevolazione, la stessa corrispondenza si ritrova quando viene donato solo l’usufrutto: siccome i destinatari di questo tipo di donazione hanno di frequente un’ età avanzata, si nota un aumento dell’età anche in chi chiede l'agevolazione e il 17,69% ha tra i 56 a 65 anni, il 19,34% ha da 66 a 75 anni ed il 14,68% ha da 76 a 99 anni, con percentuali che rimangono molto vicine a quelle registrate nel 2021.



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