Donazioni

Analisi 2023

Nel 2023 le donazioni di denaro si assestano a quota 41,01% del totale degli atti di donazione di beni mobili, restano le più donate le partecipazioni societarie (42,33%); su base percentuale calano leggermente le donazioni di azienda che nel 2023 sono il 6,32%. Il numero delle donazioni di beni immobili nel 2023 è 203.888 in calo sia rispetto al 2022 in cui erano 212.992, che al 2021, anno in cui sono state complessivamente 221.642.

L’analisi degli atti di liberalità dei beni mobili ed immobili viene effettuata in rapporto alle aree geografiche, alla tipologia di diritti beni donati, alle fasce di età e al genere sia del donante che del donatario. Le donazioni costituiscono lo strumento per gestire in vita il passaggio generazionale di denaro, aziende, immobili o più genericamente del patrimonio familiare, in quanto sono giuridicamente considerate un’anticipazione sulla futura successione.
Le rilevazioni effettuate per il tramite dei Dati Statistici Notarili oramai dal 2016 analizzano questa tipologia di atti notarili offrendo alla collettività ed agli operatori una visione di medio periodo delle sistemazioni familiari attuate per il tramite delle donazioni, registrandone le variazioni in aumento o in diminuzione. Nel 2023 il numero di donazioni appare in calo: confrontando le serie storiche il numero complessivo di donazioni di beni mobili del 2023 è stato di 46.289, inferiore sia al 2022, in cui erano 47.574 che al 2021 in cui erano 50.764 e si attesta su numeri molto vicini al quelli del 2019 (46.073) l’anno pre-pandemia. Lo stesso dicasi per le donazioni di immobili che presentano un andamento simile: sono state 203.888 nel 2023, contro le 212.992 del 2022 e le 221.642 del 2021, ma comunque superiore alle 197.519 del 2019.

Tutte le donazioni, tranne quelle di modico valore, devono obbligatoriamente essere stipulate per atto pubblico, pertanto anche nell’ambito dei beni mobili ogni trasferimento a titolo gratuito passa attraverso l’attività del notaio.

Figura 34.1. Donazioni di beni mobili per area geografica - Tassi per 100.000 abitanti

I beni mobili più donati restano anche nel 2023 sono le partecipazioni societarie (42,33%) con pochi punti percentuali di differenza con il denaro (41,01 % del totale delle donazioni mobiliari); in calo progressivo, seppur di pochi decimali, le donazioni di azienda (6,32 contro il 6,49% del 2022), che rimangono al terzo posto tra le tipologie di oggetti donati nel 2023, seguite dal 5,24 % di donazioni di nuda proprietà su quote ed azioni (Tab. 32).

Restano marginali le donazioni di titoli (0,80 % del totale) seppur in rialzo rispetto al dato del 2022, in cui erano appena 0,68%, mentre rimangono stabili le donazioni di denaro con il 41,01 %.
Già nei precedenti rapporti si era evidenziato come l’esigenza, anche fiscale, di una maggiore trasparenza del trasferimento del denaro ha determinato nel tempo un aumento di tale tipologia di atti che nel 2016 erano il 31,81% del totale, mentre le donazioni di titoli sono passate dal 1,32% del 2016 al dato attuale del 0,80%.

Altri strumenti di investimento vengono preferiti, come ad esempio le polizze assicurative, anche a causa del diverso trattamento fiscale, va inoltre ricordato che le donazioni di titoli di stato sono soggette a tassazione in sede di donazione, mentre il medesimo trasferimento in sede di successione è completamente esente da imposta, il che rende poco conveniente la donazione in vita di tali beni.

Continuano a diminuire nel tempo le donazioni di aziende e di partecipazioni societarie: nel 2019 le donazioni di azienda erano circa il 9 % e quelle di partecipazioni societarie il 46,30%. Analizzando invece l’andamento infra annuale si rileva come nel secondo semestre 2022, rispetto al I semestre, siano leggermente in calo le donazioni di denaro (-0,24%) mentre sono in crescita nella seconda parte dell’anno quelle relative ai titoli (+7,87 %) e le donazioni di partecipazioni sociali (+40,33%), probabilmente perché si preferisce effettuare questo tipo di trasferimenti in corrispondenza con la chiusura dei bilanci (tradizionalmente coincidente con l’anno solare al 31 dicembre), imputando fiscalmente gli eventuali utili ad esse collegate al donatario e non al donante. Il dato delle donazioni di partecipazioni societarie e di aziende ricomprende anche i trasferimenti effettuati nell’ambito dei patti di famiglia che, pur essendo trattati fiscalmente esattamente come delle donazioni, assicurano maggiore certezza al passaggio generazionale dei beni produttivi.

L’attribuzione effettuata per il tramite del patto di famiglia, infatti, non è impugnabile dagli eredi legittimari pertanto viene preferito quando vengano attribuite ai discendenti a titolo gratuito aziende, quote o azioni. In proporzione al numero di abitanti le donazioni mobiliari sono più numerose in Trentino Alto Adige (177 ogni 100.000 abitanti), in Lombardia (130 su 100.000 abitanti) e in Valle D’Aosta (127 ogni 100.000 abitanti), mentre in termini assoluti il maggior numero di donazioni di beni mobili (il 27,87 % del totale) è concentrato in Lombardia (Tab. 33). Dal punto di vista geografico (Tab. 34) le donazioni mobiliari si concentrano al Nord ed il Nord Ovest resta la zona d’Italia dove sono più numerose: se ne fanno 115 ogni 100.000 abitanti. Nel raffronto tra i due semestri del 2023 in tutte le regioni la seconda parte dell’anno segna un incremento di donazioni mobiliari rispetto alla prima, tranne che per la Basilicata che nel secondo semestre 2023 ha visto un calo del -3,85% di questo tipo di atti, anche se in termini assoluti si tratta solo di 7 atti in meno rispetto al I semestre. Le donazioni di beni mobili si concentrano nel mese di dicembre durante il quale si sono stipulate il 18,17 % di tutte le donazioni mobiliari del 2023, mentre il picco al ribasso è tradizionalmente ricorrente nel mese di agosto in cui si registrano solo il 2,53 % del totale delle donazioni (Tab. 35).

Rimane prevalente il genere maschile su quello femminile (Tab. 36) in chi riceve una donazione mobiliare: il rapporto di mascolinità generale è 110,14, discostandosi di pochi decimi da quello del 2022 il cui era 109,90 e del 2021 in cui si attestava al 110,45. Il divario di genere è più marcato in relazione ai beni produttivi: per donazioni di aziende c’è un miglioramento in quanto si passa al 128,73, mentre era 132,15 nel 2022 e 129,86 del 2021; mentre il rapporto di mascolinità peggiora per le azioni e le quote in quanto nel 2023 è 120,45 mentre era 117,93 nel 2022 e 118,32 del 2021.
Nelle donazioni di denaro prevalgono, invece, le donatarie donne il cui dato è quasi invariato rispetto alle rilevazioni precedenti: 97,03 nel 2023, 97,19 nel 2022, 97,43 nel 2021. Anche tra i donanti, con riferimento ai principali beni mobili, prevale il genere maschile: 111,33 (Tab. 38): la ricchezza mobiliare passa quindi tradizionalmente da maschio a maschio, mentre le donne si preferisce liquidarle in denaro.

Resta stabile, rispetto alle rilevazioni precedenti, l’età dei donatari: chi riceve una donazione ha tra i 18 ed i 55 anni, mentre diminuisce il numero dei donatari nei successivi scaglioni anagrafici (Tab. 37).
Si conferma che con riferimento ai tassi demografici (Tab. 37T) la fascia d’età con il maggior numero di donazioni di beni mobili ogni 100.000 abitanti è quella tra i 36 e 45 anni (142,7), mentre in termini percentuali la stessa fascia d’età è quella che ha il valore più basso (22,36 %) rispetto alle altre due nella Tab. 37.
Segue un andamento opposto l’età dei donanti: si dona progressivamente sempre di più dai 56 anni in poi in relazione al crescere dell’età (Tab. 39).

Per quanto concerne le donazioni di beni immobili e diritti reali immobiliari si registra una progressiva diminuzione del loro numero in relazione agli anni precedenti: nel 2023 sono state complessivamente 203.888, contro le 212.992 del 2022, le 221.642 del 2021, ma erano 197.519 nel 2019, ed il secondo semestre del 2023 registra un numero di donazioni immobiliari sostanzialmente identico (+0,36 %) rispetto ai primi 6 mesi dell’anno (Tab. 40).

Subiscono una diminuzione, rispetto agli anni precedenti le donazioni di abitazioni o fabbricati in genere (capannoni, negozi, ecc.) che costituiscono il 55,81% del totale di tutte le donazioni immobiliari rispetto al 57,11% del 2022, pressoché stabili rispetto al 2022 le donazioni della nuda proprietà dei fabbricati (16,64 % del totale) e quelle dei terreni agricoli (13,72 % del totale).

Le donazioni immobiliari rimangono più frequenti al sud e nelle isole dove vengono stipulati il 49,95% di questo tipo di atti, anche se nel 2023 si registra un piccolo sorpasso delle donazioni stipulate al centro - 13,97% del totale - rispetto a quelle stipulate nelle isole: 13,55% del totale (Tab. 41).
Nel rapporto tra atti e numero degli abitanti (Tab. 41), pur nell’evidente calo generalizzato dei numeri delle donazioni a livello nazionale, si conferma anche nel 2023 che il Trentino Alto Adige con le sue 928 donazioni ogni 100.000 abitanti è la regione con il maggior numero di donazioni di immobili rispetto alla sua popolazione residente, seguita dalla Valle d’Aosta (908), dalla Calabria (755) e, quasi a pari merito, dalla Basilicata (753) (Fig. 41.1).
In termini assoluti la regione con la percentuale maggiore di donazioni immobiliari è la Campania (12,96%), seguita da Sicilia (11,12%), Puglia (10,45%) e Lombardia (10,40%).

La distribuzione delle donazioni immobiliari nel corso del 2023 (Tab. 43) evidenzia alcuni picchi: marzo (n. 20.115 atti), luglio (n. 19.765 atti) e dicembre (n. 24.170 atti) con il solito fisiologico calo nel mese di agosto (n. 9.651 atti); stante questo andamento il totale degli atti nei due semestri premia seppur di pochissimo il secondo (50,09%) rispetto al primo semestre (49,91%) del 2023, il che porta ad osservare che numericamente le donazioni di beni immobili sono state più costanti nella prima parte dell’anno, rispetto alla seconda in cui l’andamento è caratterizzato da 2 forti impennate a luglio ed a dicembre (Fig. 43.1).
Quelle che si registrano sono in ogni caso variazioni minime tra i vari periodi dell’anno, il che fa rafforza l’opinione secondo la quale la decisione di donare un bene immobile, non viene influenzata da circostanze stagionali ed è un atto che le famiglie stipulano in base alle loro pianificazioni.

Nelle donazioni immobiliari (Tab. 44) il rapporto tra i generi è più equilibrato (102,39) rispetto a quelle di beni mobili: le donatarie donne comunque prevalgono quando si dona la nuda proprietà o soprattutto l'usufrutto su un fabbricato, mentre rimangono preferiti i maschi nella donazione di terreni (sia agricoli che edificabili).
Donano maggiormente le donne (Tab. 46) sia in generale ma specialmente se si tratta di fabbricati (97,02) o terreni agricoli (95,21), mentre prevalgono gli uomini quando si dona la sola nuda proprietà del terreno sia agricolo (107,62) che edificabile (117,07), probabilmente perché così il donante conserva vita natural durante il reddito del bene, senza cederlo totalmente.
Le donne donano di più di quanto ricevono mediante donazione: esse sono il 51,84% dei donanti mentre sono il 48,81% dei donatari, con percentuali inverse rispetto ai maschi (Fig. 46.1).

L’età in cui si riceve un immobile per donazione (Tab. 45 e Tab. 45T) o la si effettua (Tab. 47 e Tab. 47T) è confermata rispetto ai dati rilevati per i beni mobili e negli anni precedenti: i donatari sono concentrati tra i 18 ed i 55 anni e la fascia d’età che percentualmente riceve più donazioni è quella tra i 46 e i 55 anni con il 26,89 % del totale, mentre si dona soprattutto dai 56 anni in su.
Anche nel 2023 è confermata l’unica eccezione in questo ambito: la donazione del solo usufrutto di fabbricato viene effettuata con una certa frequenza a persone avanti negli anni, poiché il 16,05% di quanti ricevono questo tipo di donazione sono soggetti tra i 76 e 99 anni (Tab. 45).
La Figura 47.1 evidenzia l’andamento delle età nelle donazioni: per i donanti è progressivo e si dona sempre di più all’aumentare dell’età; invece l’età di chi riceve una donazione ha un andamento a campana: il maggior numero di donatari di beni immobili ha un’età compresa tra i 46 e i 55 anni, mentre prima e dopo quest’età si riceve meno.

Se il fatto di ricevere poche donazioni in età avanzata è comprensibile, si tratta di beneficiare un soggetto che probabilmente godrà per pochi anni di quel bene e che a causa della morte lo trasmetterà ad altri, meno intuitivo è il motivo per cui la donazione non è necessariamente collegata alla giovane età di chi la riceve.
Sarebbe logico pensare, infatti, che un giovane riceva più spesso una donazione poiché, a causa dell’età, non ha raggiunto la piena realizzazione lavorativa ed ha meno risorse a disposizione che gli vengono fornite da chi, invece, le ha a disposizione anche grazie alla sua età; i dati analizzati portano piuttosto a pensare che la donazione viene utilizzata soprattutto in funzione distributiva del patrimonio familiare in vista della successione ed in alternativa alla devoluzione successoria (legittima o testamentaria), in quanto la maggioranza delle donazioni viene effettuata in una fase della vita - quella matura se guardiamo all’età del donatario – in cui figli e genitori hanno più chiari i rispettivi desiderata, così come le rispettive esigenze di vita.

Nella richiesta dell’agevolazione per l’acquisto della prima casa in sede di donazione con riferimento al genere ed all’età è netta la prevalenza femminile con riferimento all’usufrutto per il quale rapporto di mascolinità è 87,24, mentre la stessa è minima quando viene donata ad una donna la piena o la nuda proprietà (Tab. 48).

Con riferimento alle età (Tab. 49) ovviamente chi richiede questa agevolazione ha più o meno la stessa età di chi in generale riceve una donazione immobiliare, prevalgono però i soggetti che hanno tra i 18 ed i 35 anni (sono il 31,38% del totale di chi richiede l’agevolazione), segno che quando si dona ai più giovani si dona una prima casa, mentre andando avanti con gli anni oggetto di donazione può essere anche una seconda casa o un altro tipo di fabbricato.
Si riscontra una analoga corrispondenza tra i soggetti ai quali viene donato solo l’usufrutto e quelli che richiedono l'agevolazione: siccome i destinatari di questo tipo di donazione hanno spesso un’età avanzata, si nota un aumento dell’età anche in chi chiede l'agevolazione e il 19,05% ha tra i 56 a 65 anni, il 19,36% ha da 66 a 75 anni e ben il 15,78% ha da 76 a 99 anni, con percentuali in leggero aumento rispetto a quelle registrate nel 2022.





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