Impresa e società

Analisi annuali 2025

Il 2025 si presenta come un anno di significativo dinamismo per il sistema imprenditoriale italiano, caratterizzato da una solida tenuta delle nuove iniziative economiche e da un crescente ricorso a operazioni societarie straordinarie. Le Società di Capitali costituiscono circa il 77% del totale. In Lombardia e Veneto il 30% delle imprese familiari. In numero assoluto, le Costituzioni di Società, che continuano a crescere ogni anno rispetto all’anno precedente, prevalgono nettamente sugli Scioglimenti, registrandosi un “saldo positivo” in tutti i periodi dell’anno solare. A distanza di più di vent’anni dalla riforma del Diritto Societario, prosegue il tramonto inesorabile dell’istituto delle società di persone, a vantaggio delle società di capitali.

L’istituto dell’impresa familiare registra nel 2025 un totale di 9.006 costituzioni, con un’impennata eccezionale nel secondo semestre dell’anno (+226% rispetto alla prima metà) (Tab. 50). Sotto il profilo geografico, il fenomeno dell'associazionismo familiare rimane fortemente radicato nel Nord del Paese, dove si concentra oltre il 59% degli atti (Nord Ovest 29,37% e Nord Est 29,72%). La Lombardia detiene il primato con 1.647 atti, seguita dal Veneto (1.169) e dall’Emilia Romagna (995) (Tab. 51).

Le costituzioni di Impresa Familiare risultano comunque in costante diminuzione negli ultimi anni (si registra un calo del tre per cento circa), restando lontani i livelli pre-pandemia, a testimonianza del fatto che l’Istituto appare meno appetibile che in passato. Più della metà (il 51% circa) delle Costituzioni di Impresa Familiare è concentrata nel mese di dicembre, a ridosso della chiusura del periodo d’imposta, come accade in ogni anno preso in esame (Tab. 51.1).

Figura 51.1. Costituzione di impresa familiare per area geografica (Tassi per 100.000 abitanti)

L'analisi demografica degli associati conferma le tendenze storiche: la fascia d’età dei "giovani" (18-35 anni) resta la più rappresentata tra i nuovi associati, con il 33,27% del totale (2.004 soggetti), confermando il ruolo dell'impresa familiare come principale porta d'accesso generazionale al mondo del lavoro (Tab. 53) .

E’ costante la prevalenza del genere maschile (59,9%) rispetto a quello femminile (40,1%), con una crescita della presenza delle donne nel ruolo di associato all’Imprenditore, di due punti percentuali rispetto al 2024 (Tab. 52).

Registrandosi un lieve aumento (poco superiore all’uno per cento) del numero assoluto di atti costitutivi di enti, rispetto al 2024, il panorama delle Imprese esercitate in forma collettiva (Tab. 54) vede le Società di Capitali dominare la scena con 107.774 Atti, seguite dalle Associazioni Temporanee di Imprese (ATI) con 15.487 atti (11,09%) e dalle Società di Persone (14.315 atti, pari al 10,25%). Appare invece ancora marginale il fenomeno della cooperazione, che non raggiunge l'1% del complesso delle costituzioni.

Sotto l’aspetto della stagionalità (Tab. 57), le new-co prendono vita prevalentemente nei primi due mesi dell’anno (gennaio e febbraio concentrano da soli oltre il 20% degli atti annuali), mentre gli scioglimenti si addensano massicciamente nel mese di dicembre (11.629 atti, pari al 26,97% del totale annuo), in corrispondenza della chiusura dei bilanci e del periodo d'imposta: nei primi sei mesi dell’anno solare sono stati stipulati praticamente gli stessi scioglimenti del solo mese di dicembre.

In numero assoluto, le costituzioni di società prevalgono nettamente sugli scioglimenti, con un saldo attivo di 96.579 unità (139.700 costituzioni contro 43.121 scioglimenti), a testimonianza di una fiducia persistente nel fare impresa nel Paese. Sotto il profilo tipologico, le Società di Capitali si confermano il modello di riferimento, costituendo il 77,15% del totale delle nuove imprese collettive (dato in aumento rispetto all’anno precedente), a dimostrazione del fatto che, soprattutto il tipo S.R.L. stia progressivamente soppiantando collettive ed accomandite, precipitate in un decennio dal 17% del totale nel 2016, al 10% nel 2025.

Si conferma il dato costante relativo alla distribuzione territoriale, che vede circa il 45% degli atti costitutivi stipulato nelle regioni del Nord. Una sostanziale differenza rispetto all’anno precedente si apprezza nella percentuale registrata nelle Isole, in aumento rispetto al 2024, dal 7,88% al 9,14% (Tab. 55 e Tab. 56).

Le modifiche statutarie ammontano a 136.651 atti, con una crescita del 20,53% nel secondo semestre rispetto alla prima parte dell’anno solare (Tab. 58). Solo il 15% di queste operazioni riguarda aumenti di capitale effettivi (non legati cioè a ripianamento perdite), mentre la maggioranza è composta da variazioni di patti sociali e altre modifiche organizzative (67,96%). Diminuite le modifiche delle Associazioni rispetto al 2024 (da 2.817 a 2.524).

La Lombardia, con oltre il 26% degli atti totali si conferma il baricentro delle decisioni strategiche delle imprese italiane. E, più in genere, il Nord del paese pesa il 60% del totale delle modifiche stipulate nel 2025 in Italia (Tab. 59).

Anche per le modifiche statutarie in genere (diverse da Scioglimenti) si riscontra l’effetto emotivo del fine anno, in quanto quasi il 25% dell’intero anno, si registra nei mesi di novembre e dicembre (Tab. 61).

Per quanto riguarda le operazioni straordinarie quelle cioè che rivelano la volontà dell’impresa collettiva di riorganizzare la propria struttura, il 2025 vede un volume complessivo di 22.128 atti, suddivisi tra: Fusioni 8.335 operazioni (37,67%), segnale di un processo di consolidamento e aggregazione volto a ottimizzare risorse e competitività; Scissioni 5.920 atti (26,75%, in costante crescita), che indicano una volontà di diversificazione o specializzazione delle strutture produttive; Trasformazioni complessivamente 7.873 atti, di cui la maggioranza (5.614) riguarda il passaggio evolutivo da società di persone a società di capitali (Tab. 62).

I territori storicamente più industrializzati (Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna concentrano oltre il 60% delle operazioni straordinarie, ed il Nord nell’insieme quasi il 67%) (Tab. 63 e Tab. 64).

Da notare che il totale degli Atti con tale contenuto, tradizionalmente concentrato nell’ultimo mese dell’anno (in dicembre si registra quasi un quarto delle operazioni dell’intero 2025, se cresce di poco rispetto all’anno precedente (appena il 2%), è invece letteralmente esploso negli ultimi anni, passando da un numero assoluto di 17.749 stipule nel 2016, ai 22.128 Atti del 2025, con un incremento del 25% circa (Tab. 65).

In conclusione, i dati del 2025 delineano un sistema-impresa che dimostra una spiccata propensione alla modernizzazione e al consolidamento strutturale, con il Notaio nel ruolo cardine di garante della legalità e della correttezza delle operazioni sul mercato, nonché di consulente altamente specializzato e formato, ed al fianco dell’imprenditore e delle famiglie.



Consiglio Nazionale del Notariato © 2026